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L’agriturismo bioecologico il tondino nasce dalla ristrutturazione di un casale che faceva parte delle vecchie mezzadrie del castello di Tabiano tra le più belle colline parmensi. Prende il nome dal recinto nel quale si domano i puledri. L’azienda agricola è a conduzione biologica certificata, produce frumento dalla quale farina vengono i nostri prodotti, si allevano cavalli, bovini e suini, si coltivano ortaggi, piante aromatiche e frutta. L’ambiente circostante è un alternanza di campi coltivati di boschi su declivi e di siepi di essenze miste di laghi e di rii e per noi è importantissimo, tanto, che la vostra permanenza non lascerà traccia alcuna essendo tutti i nostri scarichi depurati con moderne concezioni. Vi proponiamo una vacanza in estremo relax fisico e mentale nel quale apprezzare il silenzio, il sapore dei cibi, il panorama delle colline che vi circondano sia che vi troviate in camera, in nel solarium o con le gambe sotto ad un tavolo imbandito. Sulle nostre tavole arrivano il pane fatto con la farina biologica, la pasta, le nostre carni, i salumi e i dolci oltre a tutti quei prodotti locali che provengono dal lavoro delle aziende agricole del territorio come il parmigiano, la ricotta il latte e il burro. Tra le colline potrete girare a piedi o in mountain bike, potrete tirare qualche freccia sul ai bersagli tridimensionali o pescare in tutta quiete sulle rive del nostro laghetto.
fonte http://www.www.agriturismoiltondino.it/
Charme è una mostra mercato (è quindi possibile la vendita di prodotti e servizi) che si tiene nel
Palazzo più bello e centrale di Bologna, Palazzo Re Enzo, in Piazza del Nettuno.
Il coinvolgimento di aziende che si occupano di fitness, beauty e wellness è frutto dell’idea che lo “charme” è bellezza, forma fisica e benessere armoniosamente integrati fra loro e che si raggiunge solo attraverso la perfetta combinazione fra una vita e una alimentazione naturale, un trattamento estetico e cosmetico, una vacanza in relax, l’attività sportiva e di fitness.
In seguito alla positiva esperienza dell’edizione 2005 alla quale hanno partecipato più di 18.000 visitatori e 50 espositori abbiamo deciso di:
1) mantenere l’ingresso gratuito.
2) ampliare e qualificare la parte espositiva al fine di richiamare un pubblico sempre più numeroso e mirato. Questo obiettivo verrà raggiunto attraverso due linee di intervento:
a. coinvolgendo aziende nazionali, capaci di creare immagine e glamour.
b. invitando realtà di eccellenza del settore benessere, bellezza e salute che sono state individuate partecipando a importanti manifestazioni fieristiche.
3) organizzare eventi culturali di importanza nazionale grazie al contributo di Donatella Luccarini, art director della manifestazione.
4) continuare a proporre la rivista Charme Magazine, assai apprezzata per la grande qualità dei contenuti e della grafica, nell’edizione autunnale e primaverile (che uscirà in concomitanza con l’evento Charme 2006) al grande pubblico di Bologna e dell’Emilia Romagna.
CHARME 2006, I SETTORI ESPOSITIVI
Vacanze di Charme: i percorsi e le vacanze di charme per il benessere e la bellezza in Emilia Romagna, in Italia e… nel mondo: agenzia viaggi, centri termali, beauty farms, percorsi turistici e gli agriturismi con alimenti naturali preparati con antiche ricette e prodotti bilogici coltivati nel rispetto della natura.
Beauty, le nuove frontiere della bellezza: centri estetici, dimagrimento e abbronzatura, profumeria (cosmesi e make up), moda taglio e acconciatura.
Fitness, la salute prima di tutto, il fitness come prevenzione: palestre e fitness center, home fitness, alimentazione naturale, intolleranze, centri termali e agriturismo.
Wellness, il benessere a Bologna: centri benessere, hammam, terapie e corsi per il benessere, (massaggi, yoga, reiki, vinoterapia, naturopatia, ayurveda…), erboristeria tradizionale e cinese, campagna e prodotti anti fumo.
Ambiente ed Energie Alternative, le energie alternative per una vita più sana e eco compatibile: arredamento ecologico, i pannelli solari e i prodotti a energia alternativa, bio architettura, abbigliamento ecologico.
fonte http://www.bussolaeventi.com/
La Quibio.it in persona dei Sigg. Brau Giuseppe e Sanna Maria Grazia promuove una raccolta di firme per indurre Il Parlamento Europeo e tutti i Governi della Comunita' Europea ad intraprendere tutte le iniziative piu' opportune atte a tutelare la popolazione dalle emissioni di gas serra (anidride carbonica, gas metano, protossido di azoto, esafloruro di zolfo, idrofluorocarburi e perfluorocarburi).
Petizione a favore delle Bioplastiche nel campo degli Imballaggi e la defiscalizzazione degli stessi.
Incentivare la diffusione di imballaggi biodegradabili e compostabili al 100% ( norma Uni en 13432* ).
Diffondere l´impiego dei materiali biodegradabili al fine della riduzione dei rifiuti non biodegradabili o non compostabili:
Stimolare l´uso dei materiali biodegradabili da parte del settore primario della produzione e dei vari settori economici al fine di ridurre l´impatto ambientale delle varie attività.
Offrire strumenti concreti, affidabili ed applicabili al legislatore, al fine di introdurre e/o modificare regolamenti nazionali/regionali per ridurre la produzione e l´uso di materiali plastici non biodegradabili.
Stimolare un nuovo approccio di tipo culturale al problema della protezione dell´ambiente.
La bioplastica, oltre a consentire di risparmiare energia assicura una riduzione nella produzione dei gas ad effetto serra. Grazie all'uso di materie prime rinnovabili di origine agricola ( mais, barbabietola da zucchero etc...), alle proprietà di biodegradazione e compostabilità di diverse applicazioni, alle particolari prestazioni garantite rispetto ai materiali tradizionali.
Migliorano le prestazioni e le performance ambientali.
E' il caso dei sacchetti, piatti, bicchieri, posate etc... in Mater-Bi™ o in Pla™ . La produzione di questi a paragone con uno di plastica di pari peso, consente di ridurre l'emissione di anidride carbonica di almeno il 30%.
Nella gamma di prodotti ottenuti a vantaggio dell' agricoltura, ovvero, dal mais, barbabietola da zucchero etc... ci sono i tradizionali shopper per la spesa, sacchi e fodere per la raccolta differenziata, contenitori alimentari, stoviglie, pannolini, fino ad arrivare agli innovativi materiali completamente atossici destinati al divertimento di bambini.
Si ricorda inoltre che tutti i prodotti in bioplastica si trasformano alla fine del proprio ciclo vitale in fertile humus.
*LA NORMA EN 13432
Attualmente i termini biodegradazione, materiali biodegradabili, compostabilità ecc. sono molto comuni ma frequentemente mal utilizzati e sorgente di equivoci. La norma europea EN 13432 "Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione - Schema di prova e criteri di valutazione per l'accettazione finale degli imballaggi", recentemente adottata anche in Italia con la denominazione EN 13432, risolve questo problema definendo le caratteristiche che un materiale deve possedere per poter essere definito "compostabile". Questa norma è un punto di riferimento per i produttori di materiali, le autorità pubbliche, i compostatori e i consumatori. Secondo la EN 13432, le caratteristiche che un materiale compostabile deve avere sono le seguenti:
Biodegradabilità, determinata misurando la effettiva conversione metabolica del materiale compostabile in anidride carbonica. Questa proprietà è valutata quantitativamente con un metodo di prova standard: EN 14046 (anche pubblicato come ISO 14855: biodegradabilità in condizioni di compostaggio controllato). Il livello di accettazione è pari al 90% da raggiungere in meno di 6 mesi.
Disintegrabilità, cioè la frammentazione e perdita di visibilità nel compost finale (assenza di contaminazione visiva). Misurata con una prova di compostaggio su scala pilota (EN 14045). Il materiale in esame viene biodegradato insieme con rifiuti organici per 3 mesi. Alla fine il compost viene vagliato con un setaccio di 2 mm di luce. I residui del materiale di prova con dimensioni maggiori di 2 mm sono considerati non disintegrati. Questa frazione deve essere inferiore al 10% della massa iniziale.
Assenza di effetti negativi sul processo di compostaggio. Requisito verificato con una prova di compostaggio su scala pilota.
Bassi livelli di metalli pesanti (al di sotto di valori massimi predefiniti) e assenza di effetti negativi sulla qualità del compost (esempio: riduzione del valore agronomico e presenza di effetti ecotossicologici sulla crescita delle piante). Una prova di crescita di piante (test OECD 208 modificato) è eseguita su campioni di compost dove è avvenuta la degradazione del materiale di prova. Non si deve evidenziare nessuna differenza con un compost di controllo.
Altri parametri chimico-fisici che non devono differire dal compost di controllo dopo la biodegradazione sono: pH; contenuto salino; solidi volatili; N; P; Mg; K.
Ciascuno di questi punti è necessario per la definizione della compostabilità ma da solo non è sufficiente. Ad esempio, un materiale biodegradabile non è necessariamente compostabile perché deve anche disintegrarsi durante un ciclo di compostaggio. D'altra parte, un materiale che si frantuma durante un ciclo di compostaggio in pezzi microscopici che non sono però poi totalmente biodegradabili non è compostabile.
La norma EN 13432 è una norma armonizzata, ossia è stata riportata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee e pertanto deve esser recepita in Europa a livello nazionale e fornisce presunzione di conformità con la Direttiva Europea 94/62 EC, sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio.
Partecipa anche Te!
ENERGIA: COLDIRETTI, NEI CAMPI SI "COLTIVANO" GIOCHI, PLASTICA E BENZINALe nuove frontiere dell'agricoltura per il risparmio energetico contro l'inquinamento
Cogliere le opportunità offerte da un'agricoltura rigenerata anche nello sviluppo di prodotti biodegradabili e di alternative energetiche meno inquinanti è una scelta di civiltà per un Paese che vuole percorrere seriamente la strada dello sviluppo sostenibile. È quanto ha affermato il segretario generale della Coldiretti Franco Pasquali alla giornata organizzata in collaborazione con Greenaccord "No food: agricoltura di frontiera" nell'ambito della quale è stata allestita una esposizione di oggetti di uso comune interamente biodegradabili ottenuti dalle coltivazioni (posate, bicchieri, penne, fazzolettini, ossi per cani, fiori, giocattoli e molto altro messo a disposizione da Novamont). Si tratta - spiega la Coldiretti - di bioplastiche che, ricavate dall'amido di mais, grano e patata (Mater-bi), assicurano caratteristiche e prestazioni dei materiali tradizionali, ma consentono anche di risparmiare energia, contribuiscono a ridurre l'effetto serra e si trasformano alla fine del proprio ciclo vitale in fertile humus. Nella gamma di prodotti ottenuti dal mais ci sono - continua la Coldiretti - i tradizionali shopper per la spesa, sacchi e fodere per la raccolta differenziata, contenitori alimentari, bastoncini cotonati, pannolini, fino ad arrivare agli innovativi materiali completamente atossici destinati al divertimento di bambini o di animali come le costruzioni colorate completamente a base di mais da cui si ottengono le forme più svariate o agli ossi per cani, roditori e altri animali domestici. Sostituire la plastica non riciclabile con prodotti biodegradabili - sottolinea la Coldiretti - ha un doppio valore ambientale perché risolve le difficoltà di smaltimento ma contribuisce anche alla riduzione del consumo di combustibile fossile e quindi al contenimento dello smog nel rispetto del protocollo di Kyoto con il quale l'Italia ha assunto l'impegno di una riduzione del 6,5% delle emissioni di gas serra. Un obiettivo al quale l'agricoltura può dare un contributo determinante poiché potenziando le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), utilizzando residui agricoli, forestali e dell'allevamento e installando pannelli solari nella aziende agricole è possibile secondo gli studiosi arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico nazionale, risparmiare oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti e ridurre le emissioni di anidride carbonica di origine fossile di 30 milioni di tonnellate. Dalle coltivazioni agricole nazionali come il biodiesel ottenuto dalla colza o dal girasole è possibile ridurre dell'80 per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 per cento quelli di particolato e polveri sottili, principali responsabili dello smog in città, ma anche contribuire al raggiungimento del target fissato dall'Unione Europea che prevede di sostituire entro il 2010 il 5,75% dei consumi totali di benzina e gasolio da autotrazione con biocarburanti. Con la "spinta" data dalla Coldiretti alla conversione in legge del "decreto agricoltura" prende il via anche in Italia dal primo luglio 2006 una vera e propria rivoluzione nei serbatoi di tutte le auto circolanti a diesel o a benzina dove ci sarà almeno una percentuale dell'uno per cento di biocarburanti derivanti dalle coltivazioni agricole, da incrementare di un punto per ogni anno, fino al 2010. Una decisione che significa un impegno delle imprese agricole per indirizzare a coltivazioni energetiche pari nel primo anno a 273mila ettari di terreno nazionale, destinati peraltro a moltiplicarsi negli anni successivi per arrivare - continua la Coldiretti - a quasi un milione e 400mila ettari nel 2010. Si tratta - conclude la Coldiretti - di un importante contributo per recuperare il ritardo accumulato negli ultimi anni nei confronti dei partner comunitari e che pone l'Italia in linea con gli orientamenti fissati dal libro verde sull'energia presentato dalla Commissione Europea che mette in evidenza la necessità di un mix energetico più sostenibile, efficiente e diversificato sopratutto per un Paese come il nostro che evidenzia tra i più alti livelli di dipendenza energetica dall'estero.
fonte http://www.coldiretti.it/
Varato il “Codice dell’Ambiente”
Via libera definitivo alla riforma della legislazione ambientale. Più di 700 pagine, 318 articoli e 45 allegati per semplificare e rendere più razionali le eco-norme. Tra le novità incentivi alle rinnovabili al Sud e rafforzamento della clausola sociale.Matteoli: “Una riforma di legislatura per far uscire l’ambiente dal caos normativo”
Varato il “Codice dell’Ambiente”, il decreto legislativo che semplifica, razionalizza e riordina la normativa ambientale esistente in sei settori chiave: rifiuti e bonifiche, acqua, difesa del suolo, inquinamento atmosferico, procedure ambientali, danno ambientale. Il Consiglio dei Ministri ha infatti dato il via libera definitivo, in terza lettura, al Decreto legislativo sull’ambiente. Tra le novità inserite nel testo, che accolgono le osservazioni delle Commissioni parlamentari e delle parti sociali, il rafforzamento della clausola sociale per tutelare i lavoratori dei servizi idrici e del settore dell’igiene urbana e una politica incentivante delle energie rinnovabili attraverso le priorità di dispacciamento ed interventi finanziari per promuovere le energie rinnovabili soprattutto nel Sud.
“Una grande riforma di legislatura, attesa da molti anni - ha detto il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli – che ho fortemente voluto per far uscire l’ambiente da un caos normativo in cui troppo spesso hanno potuto prosperare gli eco-furbi. Ora il cittadino e l’imprenditore potranno avere a disposizione un Codice dell’Ambiente chiaro e razionale che permetterà di compiere quel salto di qualità indispensabile per una reale tutela dell’ambiente”.
Il Testo unico sull’Ambiente è un corpus normativo di più di 700 pagine, 318 articoli e 45 allegati. Il disegno di legge di delega è stato approvato per la prima volta in Consiglio dei Ministri il 9 agosto del 2001 e ha concluso il suo iter parlamentare il 24 novembre del 2004. La Commissione di saggi istituita ad hoc per la scrittura dei testi ha concluso il suo lavoro a settembre del 2005. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo in prima lettura il 18 novembre 2005 ed in seconda lettura il 19 gennaio 2006.
Il Testo unico sull’Ambiente recepisce otto direttive comunitarie ancora non entrate nella legislazione italiana nei settori oggetto della delega; accorpa le disposizioni concernenti settori omogenei di disciplina, in modo da ridurre le ripetizioni; abroga cinque leggi, dieci disposizioni di legge, due decreti legislativi, quattro d.P.R., tre d.P.C.M. ed otto decreti ministeriali, cui sono da aggiungere le disposizioni già abrogate e di cui viene confermata l’abrogazione da parte dei decreti delegati.
Ecco in sintesi il contenuto del testo:
Via (Valutazione di impatto ambientale) – Vas (Valutazione ambientale strategica) Ippc (Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento): Integrale recepimento di quattro direttive. Scansione puntuale dei procedimenti Via per garantire il completamento di tutte le procedure in tempi certi. Anche per la Via ordinaria verrà esaminato il progetto preliminare. Definizione dei meccanismi di coordinamento tra Via e Vas e tra Via e Ippc. Introduzione di un sistema di controlli successivi. Accoglimento del principio del silenzio-rifiuto e rafforzamento della disciplina di informazione al pubblico.
Difesa suolo, lotta alla desertificazione, tutela delle acque e gestione delle risorse idriche: Riordino e coordinamento delle disposizioni normative frammentate in una pluralità di testi e interconnesse come la difesa del suolo, la tutela delle acque, la gestione delle risorse idriche. Integrale recepimento della direttiva 2000/60/Ce in materia di acque che prevede l’istituzione di Autorità di bacino distrettuali e la definizione dei distretti idrografici, che sono stati definiti in sette ( Distretto delle Alpi Orientali, che comprende i bacini dell’Adige e dell’Alto Adriatico; Distretto Padano, che segue la geografia dell’attuale Autorità di bacino del Po; Distretto dell’Appennino Settentrionale, che comprende il bacino dell’Arno, della Liguria, i bacini meridionali dell’Emilia e quelli settentrionali delle Marche; Distretto Appennino Centrale, che include il bacino del Tevere, quelli delle Marche meridionali, dell’Umbria e dell’Abruzzo; Distretto Appennino Meridionale, che include anche tutti i bacini dell’Italia meridionale; Distretto idrografico della Sicilia e Distretto idrografico della Sardegna). Individuazione del Piano di gestione come strumento di pianificazione, riconferma del principio di pubblicità delle acque. Rafforzamento della clausola sociale per tutelare i lavoratori dei servizi idrici e di igiene urbana.
Rifiuti e bonifiche: Vengono riordinate e coordinate le disposizioni normative concernenti questi settori. Per le bonifiche vengono confermati sostanzialmente i parametri in vigore per la definizione di “sito inquinato” e per la successiva bonifica viene compiuta un’analisi di rischio, viene confermato anche il meccanismo dell’accordo di programma che ha dato buoni risultati e che prevede procedure più snelle e tempi più veloci nel pieno rispetto dell’ambiente. Vengono ridefinite le priorità nella gestione dei rifiuti in conformità con la normativa UE. Viene istituita inoltre un’Authority per acque e rifiuti, creando due sezioni al posto del vecchio Comitato di vigilanza sull’uso delle risorse idriche e dell’Osservatorio nazionale dei rifiuti, con una diminuzione nel numero degli organi. Viene riconosciuto il ruolo delle Province in materia di rifiuti.
Tutela dell’aria: Riordino e coordinamento di tutte le misure concernenti la prevenzione dell’inquinamento dell’aria; promozione del ricorso alle migliori tecniche disponibili; introduzione di una durata fissa per l’autorizzazione pari a 15 anni. L’apparato sanzionatorio non è stato variato rispetto al passato in quanto la delega non prevedeva modifiche di questo capitolo. Impegni maggiori sulle fonti rinnovabili con priorità nel dispacciamento ed interventi finanziari per incentivare l’energia rinnovabile al Sud, soprattutto per raggiungere gli obiettivi di Kyoto.
Danno ambientale: Viene definita la nozione di danno ambientale e una nuova disciplina in materia per conseguire l’effettività delle sanzioni amministrative e viene applicato il principio che chi inquina paga. Per accorciare i tempi del risarcimento del danno, ad oggi il Ministero ha incassato soltanto le somme derivanti da transazioni, è prevista un’ordinanza-ingiunzione per il risarcimento del danno che darà la possibilità al Ministero di incassare in modo certo e veloce le somme. Viene recepita integralmente la direttiva europea.
Roma, 10 febbraio 2006
fonte www.minambiente.itVisita Quibio.it l' usa e getta che rispetta l'ambiente - Bio-plastica, raccolta differenziata, usa e getta, materbi, pla.....Il primo e-commerce di prodotti usa e getta Bio eco-compatibili come piatti, bicchieri, posate ecc... rigorosamente biodegradabili e compostabili al 100%.