27 febbraio 2008

L' ONAF adotta il biodegradabile e compostabile al 100%...

ONAF è da sempre sensibile alle tematiche ambientali e di salvaguardia del territorio. Per questo la Delegazione ONAF di Milano ha deciso di applicare coerentemente un principio di sostenibilità ambientale a tutte le proprie iniziative.
A partire infatti dalle prossime scadenze in calendario – tra cui a inizio aprile, l’edizione 2008 de “All’Ombra della Madonnina” manifestazione nazionale centrata sui formaggi di latte di capra in purezza – verrà eliminato al 100% l’uso delle plastiche (piatti, bicchieri, …) da ogni attività di formazione e presentazione di prodotti caseari, per adottare un utilizzo generalizzato di stoviglie monouso totalmente biodegradabili e compostabili, interamente realizzate con materie prime rinnovabili.

06 febbraio 2008

Montespertoli: Incentivato l' acquisto dei pannolini biodegradabili...

Incentivato l'acquisto dei pannolini biodegradabili I genitori dei bambini da 0 a 12 mesi verranno rimborsati del 50% sull'acquisto
L'amministrazione comunale ha dato il via libera all'erogazione di un contributo, destinato ai genitori di bambini da 0 a 12 mesi residenti a Montespertoli, per incentivare l'acquisto di pannolini biodegradabili usa e getta.
Il contributo rappresenta un intervento di sostegno avente la finalità di stimolare l'acquisto di pannolini che possano essere facilmente compostati negli impianti di trattamento rifiuti. L'intervento consiste nell'erogazione di un contributo nella misura del 50% del costo sostenuto dai genitori.
Per accedere al contributo bisogna rivolgersi all'Urp e compilare un apposito modello, a cui dovrà essere allegata apposita documentazione in copia (scontrini, ricevute ecc) dove siano indicati il numero delle confezioni, il prezzo pagato e la marca o il modello dei pannolini acquistati. Il contributo, fino a un massimo di 100 euro ogni due mesi, sarà erogato sottoforma di rimborso del 50% delle spese sostenute, mediante accredito su conto corrente.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all'Urp (0571-6001) o all'Ufficio Ambiente del Comune di Montespertoli (0571-600253).

08 gennaio 2008

Appello alle Istituzioni...

In questi giorni, documentandomi sulla bioplastica, ho notato che ci sono diverse materie prime con le quali poter produrre questo materiale completamente biodegradabile: mais, barbabietole, pomodori... Alla luce di tutto questo, vorrei raccontare quando l'altro giorno a mia moglie, alla cassa di un supermercato, gli hanno chiesto se voleva una busta biodegradabile oppure una tradizionale. Pensando che avesse scelto la prima, mi sono dovuto ricredere quando mi ha risposto delusa: "no, ho preso l'altra perché costava meno". Ed ecco un altra busta da bruciare nell'inceneritore di Arezzo, ho pensato.. Ma com'è possibile che convenga più produrre una busta di plastica da petrolio per poi incenerirla, che produrne una di bioplastica? Basterebbe un minimo di buon senso per cambiare (o meglio ribaltare) le carte in tavola: trasferire gli incentivi che vanno agli inceneritori, a chi produce bioplastica. Operazione francamente ardua, non tanto per l'iter burocratico, quanto per l'ostruzionismo dei "poteri forti" dell'incenerimento. Ma se ci pensiamo bene, i vantaggi sarebbero immediati, subito tangibili, e alla lunga innumerevoli: 1) Diminuzione degli inceneritori (in Toscana, ai 14 esistenti si sta discutendo di aggiungerne altri tre nell'immediato).Bruciare rifiuti, tra i quali plastica da petrolio, causa patologie anche gravi (è di pochi giorni fa la notizia dell'aumento di malati di leucemia nella zona dove opera la Chimet e l'inceneritore di San Zeno). Mettetevi nei panni di chi ha un malato (un bambino?) in casa, a causa di questi, e ditemi se non ne vale la pena di lottare per questa soluzione. 2) Riduzione effettiva delle discariche: non ci sarebbe bisogno dello stoccaggio, vista la biodegradabilità della bioplastica. A Napoli farebbero festa. 3) Drastica diminuzione di importazione di petrolio per produrre buste, giocattoli etc etc (ma quanto ancora dovremmo dipendere da questo?). 4) Enorme incremento di imprese, posti di lavoro e sviluppo in Italia, dovuto all'aumento della produzione di bioplastica. Il nostro Paese ha vaste estensioni agricole e clima favorevole per poter produrre materie prime come mais, barbabietola e pomodoro. 5) Infine, grazie agli incentivi che andranno anche alla ricerca, verrebbe sicuramente migliorata la qualità della bioplastica stessa, per poter un giorno soppiantare completamente quella tradizionale. Lancio un appello a tutte le Istituzioni: al Sindaco Brandi, al Presidente Ceccarelli, e a tutti coloro che potrebbero far qualcosa per (almeno) avviare questo percorso. Se andremo avanti cosi, ci copriremo di spazzatura e di inceneritori.
Andrea N.
Fonte: www.arezzonotizie.it/

14 dicembre 2007

I prodotti in Materbi protagonisti ai Bioplastics Awards...

Il Mater-Bi, la bioplastica sviluppata da Novamont, pluripremiato alla seconda edizione dei Bioplastics Awards.
La cerimonia, svoltasi a Colonia lo scorso 5 dicembre, in concomitanta con la nona edizione della Bioplastics Conference, è stata organizzata da European Plastics News con lo scopo di attribuire un particolare riconoscimento a coloro che operano nel mondo delle bioplastiche, apportando un contributo sostanziale ed innovativo al progresso tecnico dell’intero settore.
Fra le aziende insignite del prestigioso riconoscimento internazionale, Amcor Flexibles, uno dei gruppi leader a livello mondiale nel settore del packaging, l’italiana WIP e Alcan Packaging.
Premiata come “Best Bioplastics Processor”, Amcor Flexibles ha sviluppato il film coestruso in Mater-Bi Natureplus, termosaldabile per vffs, adottato recentemente da una fra le maggiori catene inglesi di supermercati, Sainsbury’s, per alcuni prodotti della linea Organic provenienti da agricoltura biologica. Il nuovo prodotto di Amcor Flexibles è ecocompatibile e completamente compostabile.
WIP, vincitrice della categoria “Best Bioplastics Innovation - Non Packaging”, è produttrice di pannolini per bambini ed assorbenti igienici femminili ipoallergenici e biodegradabili, che utilizzano in gran parte materiali naturali non derivati dal petrolio. La linea LOV’N combina le bio-fibre PLA, che assorbono i liquidi, con il film biodegradabile e traspirabile in Mater-Bi, che garantisce l’eliminazione del vapore dovuto alla sudorazione corporea. Il risultato è una pelle asciutta, meno soggetta ad intolleranze ed arrossamenti. Un’alternativa quindi rispettosa dell’ambiente ma con una maggiore attenzione alla salute del consumatore.
“Best Bioplastics Application – Packaging” è il riconoscimento assegnato all’azienda irlandese Alcan Packaging per aver sviluppato un nuovo film laminato compostabile per Jordans Cereals, azienda inglese leader nella produzione dei cereali. Per il nuovo packaging dei propri prodotti provenienti da agricoltura biologica Jordans Cereals ha adottato nuovi sacchetti composti da uno strato in “NatureFlex” di Innovia e da uno in Mater-Bi. Il tempo di decomposizione di questi sacchetti varia da 6 a 12 settimane.
Il Mater-Bi
Il Mater-Bi® è una famiglia di bioplastiche sviluppate e commercializzate da Novamont. Biodegradabile e compostabile naturalmente, garantisce resistenza e tenuta del tutto simili alle plastiche tradizionali ma biodegrada in un periodo pari ad un ciclo di compostaggio (minimo 90% in massimo 180 giorni come da norma EN 13432). Una la soluzione concreta alla domanda di prodotti di largo consumo a basso impatto ambientale (teli per la pacciamatura, sacchetti biodegradabili per spesa e raccolta differenziata, prodotti per il catering, per l’igiene, pneumatici Goodyear a bassa resistenza al rotolamento, etc), che nasce da risorse rinnovabili di origine agricola, diminuisce le emissioni di gas ad effetto serra, riduce il consumo di energia e di risorse non rinnovabili, completa un circolo virtuoso: le materie prime di origine agricola tornano alla terra attraverso processi di biodegradazione o compostaggio senza il rilascio di sostanze inquinanti.
Contatti stampa:
Carl Byoir & Associates – +39 02.3314593
Francesca De Sanctis
fdesanctis@carlbyoir.com;
Sabina Lenaz
slenaz@carlbyoir.com

07 dicembre 2007

2nd European Bioplastics Conference...

Il mercato delle bioplastiche è uno dei comparti più attivi del momento nel settore plasturgico(anche se a oggi i numeri sono ancora molto bassi, infatti i biopolimeri presenti sul mercatorappresentano solo una piccola percentuale sulle materie plastiche); le stime per 2006 parlano di una notevole crescita della domanda ( l’associazione European Bioplastics indica incrementisino al 100% sull’anno precedente). Per il 2007 si prevede la conferma di questo trend in crescita, supportato da un mercato cheseg è sempre più sensibile alle tematiche “bio” e contemporaneamente, in alcuni paesi, grazie ad un quadro normativo che prevede l'abbandono dei sacchetti in plastica a favore di prodotti biodegradabili a partire dal 2010. Secondo European Bioplastics il mercato dei biopolimeri è in crescita, infatti le capacità produttive, a livello globale, passeranno dalle attuali 200.000 - 300.000 ton/anno alle 500.000 ton/anno nel 2008 fino ad arrivare a 850.000 ton/anno nel 2010. Tra i paesi più dinamici sulfronte dei consumi vi sono Italia, Francia, Regno Unito e Olanda, mentre la Germania, pur essendo ai primi posti nella ricerca e produzione di bioplastiche, sembra poco interessata agli sviluppi applicativi. L’interesse generale verso questa classe di polimeri è notevole mentre mancano ancora dei momenti di confronto tra i produttori dei materiali e i trasformatori. Proprio per soddisfare questa necessità, il Consorzio Proplast, con il supporto di European Bioplastics (associazione che riunisce produttori, trasformatori e utilizzatori di polimeri biodegradabili), ha organizzato la prima Bioplastics Conference italiana, un evento dedicato ai biopolimeri nell'ambito del progetto di cooperazione italo-francese Inter-plast (www.inter-plast.info). La conferenza, svoltasi il 28 giugno ad Alessandria, è stata pensata per far conoscere alle aziende interessate l’emergente settore delle bioplastiche, fornendo informazioni precise sui materiali attualmente esistenti e in via di sviluppo, sugli aspetti di trasformazione e su possibili applicazioni o casi di studio. E’ stato anche importante coinvolgere riciclatori e compostatori, per discutere dei problemi che i biomateriali possono causare alle attuali filiere di riciclaggio dei materiali tradizionali (necessità di modifiche agli impianti attuali). Senza addentrarsi negli aspetti più scientifici inerenti la chimica dei materiali e la produzione delle materie prime, la giornata è stata organizzata in tre sessioni dedicate rispettivamente agli ultimi sviluppi nel campo dei materiali e delle applicazioni (con lapresentazione di casi pratici), ai processi di trasformazione e agli aspetti inerenti l'impattoambientale in generale.I relatori, tutti provenienti dalle industrie, hanno portato la loro testimonianza pratica: nellaprima sessione si è parlato di materiali con Katerina Morawietz di Biop Biopolymer Technologies AG, Peter Vollmann di NatureWorks, Stefano Facco di Novamont, Jeap VanHeemst di Rodenburg Biopolymers BV e Sylvio Ortega Filho di PHB Industrial SA. A seguire, le esperienze pratiche sulle bioplastiche espanse presentate da Cesare Vannini di Coopbox Europe e di Michele Bertoli, I.L.P.A., che ha illustrato invece il caso di COOPItalia.Nella sessione pomeridiana, dedicata alle tecnologie di trasformazione, hanno trovato spazio le relazioni di Armido Marana dell’azienda Fabbrica Pinze Schio a proposito di unprogetto interamente dedicato al catering e Luigi Garavaglia della Sirap Gema sullo sviluppo di imballaggi.......continua http://www.proplast.it