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Domenica 30 Aprile vieni anche tu a festeggiare nelle Oasi i 40 anni del WWF !
Con l'arrivo della primavera il WWF apre gratuitamente le sue aree protette per offrirti una giornata a contatto con la natura. Quest'anno, oltre a 100 Oasi WWF, saranno aperte al pubblico 40 Riserve Naturali del Corpo Forestale dello Stato.
Domenica 30 aprile, dalle valli alpine ai laghi costieri della Toscana, dai boschi degli Appennini alle coste selvagge della Sicilia sarà l'occasione per grandi e piccoli per scoprire paradisi di biodiversità dove vivono lontre, caprioli, lupi e fenicotteri. Potrai partecipare a giochi, spettacoli, visite guidate e tante altre iniziative organizzate per l'occasione.
Qui puoi conoscere le Oasi aperte nella tua regione e tutti i programmi della Giornata Oasi>>
Le Riserve Naturali gestite dal Corpo Forestale dello Stato >>
Quest'anno ci sarà un motivo in più per festeggiare: nel 2006 si celebra infatti il quarantesimo compleanno del WWF, che in Italia ha mosso i primi passi nel 1966. Le 130 Oasi sono il più importante progetto di conservazione del WWF in Italia. Coprono oltre 30.000 ettari , ospitano 100 specie di animali o piante rare che in Italia sono minacciate di estinzione, e sono visitate ogni anno da 500.000 persone, in maggioranza giovani e scolaresche.
Dal 26 al 29 aprile 2006 le classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado visiteranno gratuitamente molte Oasi WWF. Saranno accompagnate da guide esperte che illustreranno l'ambiente naturale e proporranno giochi e attività divertenti e appassionanti, permettendo di conoscere e apprezzare il patrimonio inestimabile di biodiversità costituito dal sistema delle aree protette gestite dal WWF.
Sei un insegnante, vuoi saperne di più o iscrivere la tua classe >>
fonte http://www.wwf.it/
Dopo aver celebrato nel 2005 i suoi primi dieci anni, la piazza per il bene comune è pronta a ricominciare da undici con una nuova edizione (PadovaFiere 5-7 maggio 2006) mettendo a fuoco temi e nodi centrali per lo sviluppo del welfare locale ed europeo, puntando sul dialogo, sullo scambio e sulla messa in rete di iniziative e progetti significativi nel territorio.Ma come realizzare il bene comune da cui nessuno venga, e si senta, escluso? Attraverso il coinvolgimento e il protagonismo delle generazioni, maglia naturale intessuta di età, di generi, di culture diverse, di saperi, di storia, di vecchie e di nuove tecnologie....
L'edizione 2006
Dopo aver celebrato nel 2005 i suoi primi dieci anni, la piazza per il bene comune è pronta a ricominciare da undici con una nuova edizione (PadovaFiere 5-7 maggio 2006) mettendo a fuoco temi e nodi centrali per lo sviluppo del welfare locale ed europeo, puntando sul dialogo, sullo scambio e sulla messa in rete di iniziative e progetti significativi nel territorio.Ma come realizzare il bene comune da cui nessuno venga, e si senta, escluso? Attraverso il coinvolgimento e il protagonismo delle generazioni, maglia naturale intessuta di età, di generi, di culture diverse, di saperi, di storia, di vecchie e di nuove tecnologie…Perché generare significa creare non a caso, offrendo continuità a una storia già iniziata da altri dove a ciascuno viene chiesto di partecipare con il proprio personale bagaglio creativo colmo di cultura, valori ed esperienze. La generazione non è un’invenzione fine a se stessa, ma ha il compito intrinseco di progredire, di andare avanti. Di aiutare la storia e la società a fare passi nel presente, tenendo a mente un futuro che sappia essere migliore per tutti.E la donna, meglio di chiunque altro, è al centro del processo generazionale grazie alla sua naturale facoltà generatrice e a quella capacità di legame e di dialogo “generata” nei luoghi e negli ambiti in cui si sente coinvolta. È lei, dunque, la protagonista dell’undicesima edizione di Civitas, dato che non possono essere trascurati l’ampia presenza e l’impegno che da sempre e in forma crescente le donne rivestono all’interno del mondo del sociale e del non profit. Ma vanno ricordate anche tutte le situazioni in cui la donna non ha libero accesso a causa di pregiudizio e ignoranza culturale.Civitas riparte, dunque, dalla donna e dal suo ruolo principale nel terzo settore. Perché la convinzione è che il terzo settore sia risorsa e agenzia di innovazione, che pratica ed educa all’esercizio della responsabilità, che sa generare buone prassi per il bene comune.Come ogni anno la declinazione sui quattro attori della società (cittadini, società civile, imprese e istituzioni) aiuterà a sviluppare riflessioni, approfondimenti, relazioni e opportunità per coprogettare e realizzare… GenerAzioni di partecipazione, buone pratiche, valore, bene comune.Nel 2006 in Italia si festeggiano i sessant’anni dalla promulgazione del voto alle donne. Inoltre, oltre il 60 per cento delle persone impegnate nel terzo settore sono donne. La maggior parte dei progetti di microcredito sono finanziati proprio a favore di donne, ritenute anelli forti di stabilità nello sviluppo dell’economia dei paesi del sud del mondo.Riconoscendo, dunque, l’alto valore del ruolo generativo delle donne all’interno di ogni società, Civitas sceglie di dedicare loro l’undicesima edizione, per scommettere sulla loro “creatività sociale”, affrontando le discriminazioni per cui, ancor oggi, in tanti ambienti (dal lavoro alla famiglia, alla politica) e in tanti mondi, stentano ancora ad affermarsi.Civitas riconosce alla donna un impegno centrale e strategico per proporre e instaurare dialogo in grado di sviluppare un’altra economia, capace di rivedere i modelli di relazioni tra soggetti istituzionali e non e di spingere verso l’adozione di politiche sociali e ambientali locali e internazionali rispettose del valore di ogni essere umano.Anche quest’anno Civitas apre i suoi spazi espositivi e i momenti di formazione e incontro a realtà profit che hanno adottato comportamenti etici e compatibili con lo sviluppo dell’intera società, con il rispetto dell’ambiente e dei diritti della persona. L’integrazione e il dialogo tra il mondo del profit e quello del non profit esiste già, ma va sviluppato e facilitato. Civitas, piazza privilegiata d’incontro dell’economia sociale e civile, intende promuovere lo scambio di buone pratiche e di esperienze significative che fanno crescere, nelle realtà più diverse, la responsabilità sociale d’impresa.La Commissione europea, dichiarando il 2006 anno per la mobilità dei lavoratori, riconosce il valore della libera circolazione delle persone in grado di innescare processi virtuosi e generativi di integrazione e di conoscenza reciproca. Il lavoro, dunque, è sentito e interpretato anche come veicolo di cittadinanza e di appartenenza a comunità che non si esauriscono dentro i propri confini culturali e fisici.Gran parte dell’Europa unita si affaccia anche sul Mediterraneo e la politica euromeditteranea risulta un necessario punto di partenza per valorizzare quest’area geografica intrisa di cultura e storia imprescindibili e paradigma di azioni generate per il bene comune. Se oggi di globalizzazione si vuole parlare, è importante volgere lo sguardo e tendere la mano al Mediterraneo, culla della nostra civiltà e soggetto chiave di dialogo per l’Europa intera. Per investire sulla multilateralità e sulle integrazioni regionali è prioritario rinforzare i principi di legalità, corresponsabilità, solidarietà e cooperazione tra Europa e Mediterraneo. La promozione delle pari opportunità tra uomini e donne, il rispetto dei diritti umani e l’impegno per una politica attiva dell’occupazione sono solo alcuni degli spunti che si vogliono approfondire durante l’undicesima edizione di Civitas per lo sviluppo di efficaci politiche di collaborazione e cooperazione tra Europa e Mediterraneo.Civitas propone la trasversalità delle questioni ambientali all’interno delle scelte politiche, economiche e sociali: l’intero pianeta sta soffrendo una crisi ecologica di immense proporzioni, conseguenza evidente dello spietato sfruttamento e dell’inquinamento di generazioni. A livello locale, l’utilizzo indiscriminato delle fonti di energia porta al peggioramento progressivo della qualità della vita. Le ragioni sociali di questa crisi vengono attribuite soprattutto a uno spirito di mercato disumano e dalle disastrose conseguenze.In un’idea ripensata di sviluppo Civitas s’impegna a promuovere la conoscenza di buone prassi per il rispetto dell’ambiente e della vita dell’uomo, nell’ottica dello sviluppo sostenibile ed etico.Dopo dieci anni di cammino insieme, Civitas è motivata ancora a crescere: i principali temi individuati vogliono essere una base di partenza per favorire un dibattito costruttivo, un confronto serio e una progettazione efficace grazie al contributo che ciascuno vorrà dare a questa nuova edizione 2006.
fonte http://www.civitasonline.it/

LIFE: uno strumento finanziario per l'ambiente
LIFE mira a contribuire allo sviluppo, all'attuazione e all'aggiornamento della politica e della legislazione comunitaria nel settore dell'ambiente. Tale strumento finanziario cerca inoltre di facilitare l'integrazione dell'ambiente nelle altre politiche e a contribuire allo sviluppo sostenibile nella Comunità.
ATTO
Regolamento (CEE) n. 1655/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 luglio 2000, riguardante lo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE) [ Cfr atti modificativi ].
SINTESI
LIFE eroga un contributo finanziario ad azioni a favore dell'ambiente nella Comunità e in taluni paesi terzi (paesi rivieraschi del mar Mediterraneo e del mar Baltico, paesi dell'Europa centrale e orientale candidati all'adesione all'Unione europea). Questi ultimi possono partecipare a LIFE-natura e a LIFE-ambiente a condizione di partecipare anche finanziariamente. LIFE è applicato per fasi:
la prima fase, dal 23 luglio 1992 al 31 dicembre 1995, ha ottenuto 400 milioni di euro;
la seconda fase ha avuto inizio il 1º gennaio 1996 e si è conclusa il 31 dicembre 1999 (con uno stanziamento di 450 milioni di euro);
la terza fase ha avuto inizio il 1º gennaio 2000, con scadenza prevista il 31 dicembre 2004 (lo stanziamento iniziale era di 640 milioni di euro). A seguito della relazione della Commissione sulla valutazione intermedia del regolamento (CE) n. 1655/2000 LIFE (si consulti la rubrica "Atti collegati"), il regolamento (CE) n. 1682/2004 ha prorogato questa fase fino al 31 dicembre 2006 (la dotazione per questo periodo supplementare ammonta a 317,2 milioni di euro).
Il presente regolamento abroga il regolamento (CEE) n. 1973/92, che aveva istituito lo strumento finanziario LIFE.
I progetti finanziati da LIFE devono soddisfare i seguenti criteri:
essere di interesse comunitario e contribuire agli obiettivi di LIFE;
essere presentati da partecipanti affidabili sul piano finanziario e tecnico;
essere realizzabili in termini di proposte tecniche, di calendario, di bilancio e di rapporto costo-beneficio.
LIFE è diviso in tre settori tematici, denominati LIFE-Natura, LIFE-Ambiente e LIFE-Paesi terzi. La ripartizione delle risorse finanziarie prevede che il 47% del bilancio totale del programma sia destinato a Life-Natura, il 47% a Life-Ambiente, il 6% a Life-Paesi terzi. Il 95% del bilancio è accordato ai progetti e il 5% alle misure di accompagnamento.
La Commissione provvede ai controlli dei finanziamenti, alla verifica dell'attuazione nonché, se del caso, al recupero degli importi indebitamente percepiti e, infine, all'attuazione delle azioni finanziate.
6 Nell'ambito dei tre settori gli Stati membri e i paesi terzi trasmettono le proposte di progetti alla Commissione, alla data che essa fissa ogni anno.
Il regolamento (CE) n. 1682/2004 introduce alcune modifiche, aventi in particolare i seguenti obiettivi:
adeguare LIFE alle disposizioni del nuovo regolamento finanziario in vigore dal 2003;
sostituire, nell'ambito della procedura di adozione delle modalità di applicazione, il comitato di regolamentazione con un comitato di gestione, conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia;
portare dal 5% al 6% la percentuale del bilancio LIFE destinata alle misure di accompagnamento, allo scopo di migliorare la diffusione e il monitoraggio dei progetti;
procedere ad una nuova valutazione di LIFE entro il 30 settembre 2005;
istituire un sistema di monitoraggio dei progetti che saranno ancora in corso dopo il 2006.
LIFE-Natura
L'obiettivo specifico di Life-Natura è di contribuire all'attuazione della direttiva comunitaria concernente la conservazione degli uccelli selvatici e di quella relativa alla conservazione degli habitat naturali e, in particolare, all'attuazione della rete "Natura 2000".
Sono ammissibili al finanziamento i progetti di tutela della natura e le misure di accompagnamento necessarie allo scambio di esperienze o alla preparazione, alla valutazione e al controllo di un progetto.
Il contributo finanziario è sempre accordato in forma di finanziamento congiunto. Può arrivare al 50% del costo ammissibile per i progetti relativi alla conservazione della natura e al 100% per le misure di accompagnamento. In circostanze eccezionali, per i progetti di tutela di habitat o specie prioritarie, la Commissione può finanziare fino al 75% del costo ammissibile.
LIFE-Ambiente
L'obiettivo specifico di LIFE-Ambiente è contribuire allo sviluppo di tecniche e metodi innovativi e allo sviluppo della politica comunitaria dell'ambiente.
I progetti finanziati da LIFE-Ambiente devono essere :
incentrati sulle priorità del Sesto programma d'azione in materia di ambiente;
progetti di dimostrazione che integrano considerazioni sull'ambiente e sullo sviluppo sostenibile nella pianificazione del territorio, che promuovono la gestione sostenibile delle acque e dei rifiuti o che riducono al minimo l'impatto ambientale delle attività economiche;
progetti preparatori allo sviluppo di nuove azioni, strumenti e norme comunitarie in materia di ambiente;
misure di accompagnamento;
La percentuale del sostegno finanziario della comunità può arrivare al 30% per progetti generatori di consistenti entrate, al 50% negli altri casi e al 100% per alcune misure di accompagnamento.
Per quanto attiene ai progetti di dimostrazione, le linee direttrici saranno stabilite dalla Commissione e pubblicate nella Gazzetta ufficiale. Le linee direttrici promuovono la sinergia fra le azioni di dimostrazione e i principi guida della politica ambientale. 14. Per quanto riguarda i progetti di dimostrazione, la Commissione adotterà e pubblicherà nella Gazzetta ufficiale delle linee guida, intese a promuovere la sinergia fra le azioni di dimostrazione e i principi guida della politica ambientale. Tali linee guida devono tenere conto, in particolare, del piano d'azione per l'ecotecnologia e devono inoltre potenziare la complementarità tra LIFE-Ambiente e i programmi comunitari nei settori della ricerca, dei fondi strutturali e dello sviluppo rurale.
LIFE-Paesi terzi
L'obiettivo specifico di LIFE-Paesi terzi è contribuire alla creazione di capacità e strutture amministrative necessarie nel settore dell'ambiente nonché allo sviluppo di politiche e programmi d'azione nel settore dell'ambiente nei paesi terzi rivieraschi del Mar Mediterraneo e del Mar Baltico.
Possono ottenere un contributo finanziario fino al 70% del costo totale i progetti di assistenza tecnica e fino al 100% le misure di accompagnamento.
I progetti devono:
rivestire un interesse per la Comunità;
favorire lo sviluppo sostenibile;
apportare soluzioni a gravi problemi ambientali.
RIFERIMENTI
Atto
Data di entrata in vigore
Data limite di trasposizione negli Stati membri
Gazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 1655/2000
31.07.2000
-
GU L 192 del 28.07.2000
Atto(i) modificatore(i)
Data di entrata in vigore
Data limite di trasposizione negli Stati membri
Gazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 1682/2004
08.10.2004
-
GU L 308 del 05.10.2004
ATTI CONNESSI
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 settembre 2004, riguardante lo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE +) [COM(2004) 621 - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale] La Commissione propone un nuovo strumento unico di finanziamento delle azioni nel campo dell'ambiente, denominato LIFE+ e inteso a razionalizzare e semplificare i finanziamenti in questo settore, con una dotazione complessiva di 2 190 milioni di euro per il periodo 2007-2013. LIFE+ sostituirà i programmi finanziari preesistenti, quali LIFE, il "programma urbano", il "programma ONG" e Forest Focus, raggruppandoli in un unico quadro normativo e procedurale che permetta interventi più mirati e coerenti e quindi un'azione comunitaria più efficace. Questo strumento unico favorirà anche una maggiore trasparenza e visibilità, a tutto vantaggio della coerenza e della complementarità con gli altri fondi e programmi comunitari.
LIFE+ presenterà due componenti:
una componente "attuazione e governance" (che fruirà del 75-80% dei fondi), concernente, in particolare, lo sviluppo e la dimostrazione di approcci e strumenti strategici innovativi; il consolidamento delle conoscenze relative, da un lato, alla politica e alla legislazione in materia di ambiente e, dall'altro, allo stato dell'ambiente e ai fattori che esercitano un impatto su di esso; l'attuazione della politica ambientale comunitaria a livello locale e regionale; una maggiore partecipazione dei soggetti interessati;
una componente "informazione e comunicazione" (che disporrà del 20-25% dei fondi), riguardante la diffusione delle informazioni e la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, nonché il sostegno alle misure di accompagnamento.
Codecisione COD/2004/0218
Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 30 agosto 2005, Valutazione intermedia del regolamento (CE) n. 1655/2000 - Programma LIFE [COM(2005) 394 - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale] La proroga del programma LIFE III ha dato luogo ad una seconda valutazione intermedia. Questa relazione conferma l'efficacia di LIFE nell'aggiornare, sviluppare e migliorare la politica ambientale dell'Unione europea e la sua applicazione negli Stati membri. La proposta relativa al nuovo programma LIFE+ consentirà di mettere a frutto gli insegnamenti ricavati da LIFE III nel più ampio contesto del 6° programma d'azione per l'ambiente.
Relazione speciale n. 11/2003 relativa allo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE), corredata delle risposte della Commissione [Gazzetta ufficiale C 292 del 02.12.2003].
Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 5 novembre 2003, Valutazione intermedia del regolamento (CE) n. 1655/2000 LIFE [COM(2003) 668 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale]. Tale relazione conclude che LIFE resta uno strumento valido e utile che contribuisce all'attuazione della politica comunitaria nel settore dell'ambiente. La Commissione propone di prolungare la terza fase di LIFE per altri due anni (fino al 31 dicembre 2006). Tuttavia, si rivelano necessari per tale strumento i seguenti miglioramenti:
semplificare le procedure generali di gestione e quelle di selezione dei progetti;
ridurre il numero dei progetti finanziati per favorire i gruppi nazionali o transnazionali dei progetti;
migliorare la diffusione e lo sfruttamento dei risultati;
basare LIFE soprattutto sulle priorità del Sesto programma d'azione in materia di ambiente .
Partecipazione a LIFE
Decisione n. 3/2001 del Consiglio di associazione UE-Romania, del 23 marzo 2001, che adotta le condizioni e le modalità di partecipazione della Romania allo strumento finanziario per l'ambiente (Life) [Gazzetta ufficiale L 127 del 09.05.2001].
Relazione speciale n. 11/2003 relativa allo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE), corredata delle risposte della Commissione [Gazzetta ufficiale C 292 del 02.12.2003].
Linee guida
Linee guida 2005-2006 relative ai progetti preparatori LIFE-Ambiente [Gazzetta ufficiale C 287 del 24.11.2004].
Linee guida per i progetti di dimostrazione LIFE-Ambiente [Gazzetta ufficiale C 191 del 27.07.2004]
Linee guida per i progetti di dimostrazione LIFE-Ambiente [Gazzetta ufficiale C 308 del 27.10.2000]. La Commissione europea stabilisce tali linee guida conformemente al disposto dell'articolo 4, paragrafo 4, del presente regolamento. In esse fornisce una panoramica della politica comunitaria e della legislazione ambientale cui devono contribuire i progetti Life-Ambiente. Presenta gli obiettivi comunitari in materia di ambiente, quali la pianificazione del territorio, la gestione delle acque, l'impatto delle attività economiche, la gestione dei rifiuti e la produzione di prodotti rispettosi dell'ambiente.
Da Castelli di Pace a Terra Futura la Rete nazionale dei Piccoli Comuni racconta le buone pratiche di sostenibilità
Più di sessanta piccoli comuni parteciperanno al II workshop nazionale il 1 aprile alla mostra-convegno alla Fortezza da Basso
Non ha nemmeno un anno di vita, ma ha già tante cose da raccontare la Rete nazionale dei Piccoli Comuni per le Pace e la Sostenibilità, che si è data appuntamento per sabato 1 aprile dalle 14,30 alle 18,30 a Terra Futura, la mostra- convegno sulle buone pratiche in programma a Firenze- Fortezza da Basso, per il secondo workshop nazionale “La sostenibilità come pratica locale per una cultura di pace: a un anno da Kyoto, il contributo dei Piccoli Comuni”. Più di sessanta piccoli comuni riuniti per raccontare esperienze di fonti rinnovabili, parchi Fossil free, produzione di calore da biomasse, per discutere come in tutta Italia siano tanti i Piccoli Comuni che lavorano per promuovere la sostenibilità come pratica locale per una cultura di pace.
La rete si è formata la scorsa estate durante il Festival di Legambiente Castelli di Pace, svolto nello splendido scenario dei castelli della Lunigiana, firmando in quell’occasione la “Carta delle buone pratiche di Pace e Sostenibilità”, ed oggi torna a riunirsi per raccontare le esperienze e mettere a confronto i progressi nel segno di una liberazione dalla schiavitù dal petrolio. Da Monte San Vito in Provincia di Ancona, a Fabbriche di Vallico in Provincia di Lucca, da Belluno con l’esperienza del Parco delle Dolomiti, ai comuni della Lunigiana, da Colorno in Provincia di Parma, alle istituzioni della Provincia di Massa-Carrara, sono solo alcuni degli interventi di sabato prossimo.
A fare gli onori di casa l’assessore all’ambiente della regione Toscana Martino Artusa e il direttivo nazionale di Legambiente che promuove l’incontro insieme a PiccolaGrandeItalia, con il contributo di Eligent. Parteciperanno: Francesco Ferrante, Direttore Generale Legambiente, Massimo Serafini, Segreteria Nazionale Legambiente, Maurizio Gubbiotti, Segreteria Nazionale Legambiente e Angelo Gentili, Centro Nazionale per le Rinnovabili Legambiente.
“Questo è il secondo appuntamento di lavoro della Rete nazionale dei Piccoli Comuni per la Pace e la Sostenibilità – dichiara Matteo Tollini della Segreteria Regionale di Legambiente Toscana - avviata l’anno scorso il Lunigiana in occasione di Castelli di Pace. L’obiettivo è quello di estendere e cementare la Rete dei Piccoli Comuni che si vogliono impegnare attraverso progetti concreti e praticabili per fornire un contributo locale agli obiettivi di sostenibilità globale fissati dal Protocollo di Kyoto.”
fonte http://www.castellidipace.it/
Prosegue la marcia del "fattore ambiente"Presentata la Relazione sullo Stato dell'Ambiente 2005.Risultati positivi in molti settori: più aree protette, più energia da sole e da vento, meno emissioni. Matteoli: "l'ambiente si è fatto strada"
Prosegue la lunga marcia del "fattore ambiente" in Italia. Negli ultimi 15 anni molti degli indicatori ambientali sono in costante miglioramento. Le emissioni delle industrie sono diminuite del 23%; in crescita le energie rinnovabili, gli impianti eolici ad esempio, erano 107 nel 2003 e sono 120 nel 2004; è aumentato, seppur di poco, negli ultimi 5 anni l'utilizzo di bus e tram in città e sono in costruzione 121 chilometri di metropolitane in 10 città; il 93% delle auto diesel in circolazione è in regola con gli standard europei: prosegue l'aumento della selezione e del riciclaggio dei rifiuti; è stato drasticamente ridotto di 7.500 tonnellate il consumo di bromuro di metile, nemico dell'ozono; in 5 anni sono nate 103 aree protette e la rete della natura protetta produce 557 prodotti tipici; anche se le emissioni di CO2 sono aumentate, quelle pro capite sono al di sotto della media europea. La Relazione sullo Stato dell'Ambiente 2005, presentata oggi alla presenza del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli, raccoglie ed analizza l'evoluzione dei dati ambientali pubblicati annualmente dall'Apat mettendoli in relazione con l'evoluzione della situazione economica e sociale italiana nel contesto europeo ed internazionale e valutando i rapporti tra i dati ambientali ed i diversi settori dell'economia nazionale.
"Le informazioni e le valutazioni raccolte nella relazione - ha dichiarato il Ministro Matteoli - consentono di affermare che negli ultimi 15 anni il fattore ambiente si è fatto strada in tutti i settori. Tuttavia i risultati positivi e incoraggianti sono messi a rischio dal gap di infrastrutture che ha effetti negativi sull'economia e sull'ambiente. L'aumento dei consumi energetici nel settore trasporti è il caso più evidente di questo gap, ma scontiamo carenze infrastrutturali anche nel settore acqua e rifiuti. Questi limiti infrastrutturali sono anche il risultato di una visione negativa della protezione dell'ambiente: è quindi necessario molto lavoro per incorporare nella cultura e nella pratica il criterio dell'ambiente come opportunità e valore positivo della crescita economica".
La Relazione è articolata in una Introduzione che offre una valutazione generale dei dati ambientali e sei capitoli: Ambiente e Energia, Ambiente e Industria, Ambiente e Trasporti, Ambiente e Agricoltura, Ambiente e Turismo, Ambiente e Aree Urbane. Ogni capitolo è integrato da schede tematiche che presentano esperienze significative e casi di studio in Italia e a livello internazionale, ed è completata anche dai rapporti, previsti dalle norme attuali, in materia di depurazione delle acque, controllo e monitoraggio delle sostanze lesive dello strato di ozono, difesa del suolo. Si aggiungono 9 allegati e una cartografia.
Eccone una sintesi:ENERGIA E EMISSIONI GAS SERRALe emissioni dei gas ad effetto serra sono un indicatore sensibile del rapporto tra energia e ambiente, economia e ambiente. Le emissioni di CO2 equivalente sono aumentate dal 1990 al 2004 di circa l'11,6%, passando da 510 a 570 milioni di tonnellate. La situazione dell'Italia è "in linea" con la tendenza delle emissioni dei maggiori paesi europei. Il rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, del novembre 2005, mette in evidenza che - sulla base delle proiezioni al 2012 e tenendo conto delle misure già adottate o programmate - la gran parte degli Stati Membri dell'Europa a 15 incontra difficoltà a rispettare l'obiettivo di Kyoto. In generale, si può dire che questa situazione è il risultato di politiche europee, energetiche e dei trasporti, ancora prevalentemente nel segno della continuità e poco influenzate dagli obiettivi assunti nell'ambito del Protocollo di Kyoto. Tuttavia il Rapporto suggerisce che l'attuazione di misure nazionali aggiuntive potrebbe migliorare le performances dei Paesi. A questo proposito, il Rapporto dell'Agenzia Europea prevede che il "gap" dell'Italia potrà essere ridotto dal 12% al 3% se verranno adottate tutte le misure indicate dal Piano nazionale per la riduzione delle emissioni approvato dal CIPE il 19 dicembre 2002. Inoltre, il Rapporto conferma che le emissioni pro capite dell'Italia sono al di sotto della media europea : questo dato è ben spiegato dal confronto delle emissioni nazionali con alcuni indicatori di "performance" economica ed energetica, che mette in evidenza l'elevata efficienza energetica e la bassa intensità di carbonio dell'economia italiana. Negli ultimi 10 anni si è consolidato infatti il "disaccoppiamento" tra le emissioni di CO2, l'intensità di carbonio dell'economia ed il PIL.
INDUSTRIAIn Italia al 31 gennaio 2006 sono stati contati 1.104 impianti a rischio (23,6% in Lombardia). Il decreto legislativo 283/05 ha introdotto elementi per minimizzare il rischio di incidente prevedendo una serie di nuove procedure e di controlli. La maggior concentrazione di stabilimenti chimici e petrolchimici si trova in Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte e Veneto, di raffinerie in Sicilia e Lombardia. Le emissioni totali delle industrie in atmosfera si sono ridotte del 23% tra il 1990 e il 2001 e in particolare si sono ridotte drasticamente quelle dei principali inquinanti (-62% per l'ammoniaca, -30% per l'NOX, -58% per l'SOX, -40% per le polveri). La produzione di rifiuti speciali nel 2003 è stata di 100,6 milioni di tonnellate, di cui il 5,4% costituito da rifiuti pericolosi. I siti industriali dimessi da bonificare sono 56 e per i primi interventi sono stati stanziato 560 milioni di euro. Le strategie e i programmi per la bonifica dei siti contaminati hanno assunto un ruolo sempre più significativo per il risanamento e il riuso di aree strategiche per lo sviluppo e la riorganizzazione urbana.
TRASPORTILa domanda di trasporto crescerà, secondo previsioni, dell'1,8% per i passeggeri e dell'1,6% per le merci (negli ultimi 15 anni la domanda è aumentata del 30% per i passeggeri e del 10% per le merci). A questo aumento della domanda non ha corrisposto una adeguata offerta di infrastrutture: dal 1990 al 2003 sono restati invariati i chilometri in esercizio sia della rete autostradale che ferroviaria. La attuale realizzazione delle opere per ampliare la rete ferroviaria comporterà sensibili cambiamenti nell'offerta e di conseguenza nelle modalità di trasporto (la realizzazione dell'alta velocità sulla Milano-Bologna ad esempio permetterà un aumento del 112% dei treni al giorno). Il parco veicolare italiano è aumentato tra il 1990 e il 2003 del 33% e tra il '90 e il 2004 i maggiori aumenti sono stati registrati nei motocicli (+82%) e ciclomotori (+50%). Le auto sono aumentate del 24%. E in questi anni è aumentata anche la cilindrata delle auto in circolazione. Il settore dei trasporti è quello che incide di più nel bilancio energetico nazionale (44,4Mtep) e il 90% è imputabile al trasporto su gomma responsabile di un terzo delle emissioni di gas serra, del 47% di quelle di NOX, del 32% delle polveri e del 31% del benzene. Il settore trasporti è responsabile del 61% delle emissioni nazionali. Ma le emissioni sono comunque diminuite: tra il 1990 e il 2004 è stato registrato in particolare un -78% per il benzene, -21% per le polveri, e l'eliminazione del piombo. Le vetture in circolazione che rispondono agli standard ambientali in vigore nel 2005 sono il 93% delle auto diesel, il 73% di quelle a benzina e il 68% dei veicoli commerciali.
AREE URBANEIn Italia ci sono 14 sistemi metropolitani in cui vive circa il 16% della popolazione nazionale. A partire dagli anni '90 a causa di fattori sociali, economici ed anche ambientali la popolazione residente nelle maggiori città ha iniziato a decrescere a favore dei comuni della prima cinta metropolitana. A Milano ad esempio la fuga dalla città, dai dati dei quattro censimenti dal 1971 al 2001, ha interessato 476.000 abitanti: la popolazione è passata infatti da 1.732.000 persone a 1.256.211; a Torino hanno 'traslocato' circa 303.000 abitanti: la popolazione della città è passata da 1.167.968 abitanti a 865.263. Negli ultimi 40 anni del secolo scorso si è allargata anche l'area urbana: in questi anni l'area urbanizzata di Palermo è triplicata e quella di Milano è raddoppiata. Negli stessi anni è aumentata la domanda di mobilità urbana che ha messo a rischio la sostenibilità ambientale. L'auto privata resta il mezzo principale di spostamento all'interno delle città (a Roma ci sono 72 auto ogni 100 abitanti), ma nelle grandi città è aumentato dal 27,6% del 2000 al 28,6% del 2004 l'uso del mezzo pubblico che è soprattutto bus e tram (58,1%.). Le metropolitane nel 2002 erano presenti solo in 5 città con 126 Km di rete, attualmente sono state appaltate e cantierate opere per la costruzione di altri 121 Km di rete che porteranno a 10 le città dotate di questa infrastruttura. Ci sono 1.700 Km di piste ciclabili nelle città capoluogo di provincia e in 8 città superano i 70Km.
GESTIONE DEI RIFIUTII dati dell'Osservatorio Nazionale sui Rifiuti mettono in evidenza i progressi nella selezione e nel riciclaggio dei rifiuti urbani, con livelli di eccellenza in alcune Regioni. Tuttavia rimane anomalo, rispetto a molti paesi europei, il ruolo ancora rilevante delle discariche: l'utilizzazione energetica dei rifiuti conferiti in discarica consentirebbe di ridurre le emissioni di metano, un gas serra venti volte più pericoloso della CO2, e di contribuire nello stesso tempo a ridurre del 10% il gap verso l'obiettivo di Kyoto e ad aumentare la sicurezza energetica del paese. Inoltre emerge la criticità dell'aumento dei rifiuti nei settori industriali che hanno conosciuto negli ultimi anni una diminuzione delle produzioni. Questo dato potrebbe essere l'effetto della riduzione degli investimenti per aumentare l'efficienza dei processi, associando così il rischio di declino industriale con l'aumento degli impatti ambientali. E' un segnale che va considerato con grande attenzione.
RISORSE IDRICHEIl Rapporto 2005 del Comitato per la Vigilanza sull'uso delle risorse idriche conferma che il consumo medio giornaliero pro capite di acqua in Italia è superiore ai consumi dei paesi europei maggiormente sviluppati (tra le grandi città il record è di Roma con circa 350 litri per abitante al giorno). Questo dato è positivo se considerato dal punto di vista della disponibilità di acqua per i cittadini italiani. Tuttavia un livello così elevato di consumi è anche interpretato come indice di scarsa efficienza nella gestione di una risorsa naturale tanto preziosa quanto a rischio. Il confronto tra i consumi procapite e le tariffe mette in evidenza che in Italia le tariffe sono più basse della media dei paesi europei: la tariffa svolge una funzione di regolatore dei consumi, ovvero a maggiore tariffa corrispondono minori consumi e inoltre il sistema delle tariffe è connesso alla capacità di gestione e manutenzione dei servizi idrici. I dati mettono anche in evidenza che negli ultimi 10 anni gli investimenti nella gestione delle acque hanno avuto una diminuzione compresa tra il 20% e il 30%.
AGRICOLTURALa quantità totale di elementi nutritivi e di principi attivi contenuti nei fertilizzanti e nei prodotti fitosanitari è diminuita progressivamente. Tuttavia, tenuto conto della parallela diminuzione della Superficie Agricola Utilizzata le quantità distribuite per ettaro sono aumentate. Nella prospettiva di un'agricoltura sostenibile è necessario sostituire progressivamente l'uso di fertilizzanti e fitosanitari con tecniche a basso impatto. A questo proposito rappresenta un caso di successo la riduzione dei consumi di Bromuro di Metile (BM), largamente utilizzato in passato per la disinfestazione del terreno. L'Italia era il secondo consumatore nel mondo e il primo in Europa. Negli ultimi 10 anni il Ministero dell'Ambiente ha promosso la ricerca e la sperimentazione di nuove tecnologie che hanno consentito di eliminare il consumo di più di 7.500 tonnellate di BM annue, su un totale iniziale di circa 9.000. Un'indicazione positiva emerge anche dalla progressiva crescita dell'impiego dei prodotti biologici e dell'agricoltura biologica che copre 1 milione di ettari. Per quanto riguarda gli OGM, attualmente in Italia nessuna varietà geneticamente modificata è iscritta nel registro varietale e pertanto non ne è consentita la coltivazione, se non a fini sperimentali.
AREE PROTETTE E TURISMOIn Italia sono registrate nell'Elenco Ufficiale 772 Aree naturali protette, per un'estensione complessiva di 5.732.525 ettari, pari al 9,7% del territorio nazionale. Rispetto al 2000 sono state iscritte 103 nuove aree protette. Le aree marine protette coprono circa il 48%. La superficie protetta a terra ammonta a 2,9 milioni di ettari e oltre la metà di questa appartiene alle regioni del Mezzogiorno, dove si trovano 10 dei 23 Parchi nazionali ad oggi istituiti. La Campania, l'Abruzzo e il Trentino Alto Adige sono, nell'ordine, le regioni con i valori più alti di superficie protetta; l'Abruzzo possiede la percentuale più alta di territorio regionale protetto, pari al 28,1% con 3 parchi nazionali. Rispetto al 2000 il numero dei parchi naturali regionali non ha subito variazioni di rilievo, mentre sono state istituite 83 nuove riserve naturali regionali. La valorizzazione economica delle aree naturali protette, attraverso il turismo e le produzioni agricole di qualità (nei parchi sono stati censiti 557 prodotti tipici), sta fornendo indicazioni preziose per la riqualificazione dell'offerta turistica italiana. Più in generale, l'analisi dei "punti di forza" dell'offerta turistica in Italia conferma il ruolo della conservazione delle risorse naturali e culturali per il raggiungimento di risultati economici positivi.
Roma, 23 marzo 2006
fonte http://www.minambiente.it/